domenica 15 febbraio 2009

officina democratica


per ad est di febbraio

Inizio a scrivere quest’articolo, pensando alle tante volte che Ad Est veniva distribuito in paese e all’immediata curiosità di sfogliarlo e leggerlo. Bei tempi. Erano periodi in cui a Raffadali non mancavano momenti per discutere, dibattere e perché no, litigare sui vari problemi politici e sulle problematiche che in quel periodo si ripercuotevano sul nostro caro paesello. Bei tempi dicevo, ma nel giro di pochi anni la situazione è cambiata. Mi sono accorto, che si riesce a parlare a discutere di politica solo a ridosso d’elezioni, che siano “Regionali” – “Provinciali” o via discorrendo. Una volta terminato il ciclo elettorale, si ritorna punto e a capo, come se niente fosse accaduto e nulla si fosse discusso o programmato. Di chi è la colpa? Tutti noi in campagna elettorale siamo bravi a pronunciare discorsi propositivi, ad ascoltare, a credere che il politico di turno sia l’ancora di salvezza, che quello o quell’ altro risolverà ogni cosa. Siamo bravi a fare convegni, a promuovere iniziative e associazioni varie ma.... una volta terminata la tornata elettorale, sia con una vittoria sia con una sconfitta (ultimamente purtroppo capita spesso), ce ne torniamo all’ovile senza portare avanti tutto quello che di buono c’eravamo detti nel corso delle varie riunioni e iniziative. Non incolpo solo i politici, ma a tutti noi che, per un motivo o per un altro, ci lasciamo alle spalle il buono che magari si era cercato di costruire. Le cause sono tante: l’assenza di tanti giovani a Raffadali o la situazione politica generale che porta la gente all’apatia. Effettivamente le prospettive, i valori e i principi che ci offre la politica attuale sono negativi. Sembra un universo a se, lontano dal mondo giovanile, incapace di trasmettere il senso e l’importanza del voto (ci si sente spesso più "realizzati" a fare le proprie nomination per escludere un concorrente dei reality show). Interesse c he pian piano è sceso per colpa di tutti quei politici che ormai si occupano di tutto, tranne di risolvere i veri problemi che attanagliano il nostro bel paese. Basta vedere le varie inchieste su i costi della politica e su tutti i benefici dei nostri cari governanti. Qualche anno fa, leggendo un articolo, mi rimase in mente una frase che dovrebbe diventare un manifesto giovanile: "Devono essere i giovani a cambiare la politica e non la politica, i giovani". Non esiste frase migliore per rappresentare tutto quello che dovrebbe essere la politica per noi. Ormai tutti sanno al nostro caro paesello sono rimasti pochi giovani (ma qualche anno fa non c’era qualcuno che affermava che nel giro di pochi anni tutti questi sarebbero tornati perché; ci sarebbero state tante nuove opportunità di lavoro?), ecco, da questi che si deve partire, a patto che non ci si fermi solo alle varie stagioni politiche ma si continui sempre a tenere alta la guardia, cercando sempre di non cadere ai ricatti del padrone di turno, cercando in tutti i modi di fare tornare quell’interesse per la politica che ormai molta gente non ha più. Un piccolo esempio si sta avendo con la nascita di una nuova associazione “officina democratica”. Creata con l’intenzione di dare nuova linfa alle varie attività politiche e culturali a Raffadali. Associazione che vede tra le proprie fila quei ragazzi che si battono per cercare (o tentare) di cambiare lo stato di cose presenti. Quei pochi ragazzi rimasti che non hanno ceduto ai ricatti del padrone. La mia speranza è che quest’associazione non diventi una piccola parentesi, fatta solo da pochi e dai soliti noti, ma che sia l’inizio di una nuova avventura che possa durare tanto. Una storia che porti definitivamente quella ventata di novità che il paese ha bisogno, un avventura che sappia ascoltare il malcontento generale e sappia creare un’alternativa necessaria all’apatia diffusa della gente.Dite che sono un sognatore? Non costa niente esserlo, quindi lasciatemi sognare.

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